Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - RIFERIMENTI - STORIA DI VILLAVALLELONGA ( Edizioni dell'Urbe )

STORIA DI VILLAVALLELONGA ( Edizioni dell'Urbe )
L’impianto di una ricerca sui sedimenti culturali di un dato territorio e sul tessuto storico dei suoi abitatori trova giustificazione nella necessita, che e largamente avvertita, di procedere alla ricognizione delle culture locali, le quali concorrono alla descrizione più puntuale dell’evoluzione civile e del progresso sociale di un popolo, costituendone l’espressione più caratteristica e significativa. Infatti, la cultura viene oggi intesa, in senso antropologico, come l’insieme delle manifestazioni connesse alla vita associativa dell’uomo e tende a riscoprire, a valorizzare, a valutare, secondo concetti moderni, le vicende storiche che esprimono un patrimonio di civiltà. Pur tenendo ferma l’assunta posizione di indagine, che non può abbandonarsi quando si toccano valori di conoscenza documentaria, e con l’animo di chi appartiene alla gente di questo angolo sud orientale della Marsica che abbiamo tentato di penetrare la storia inedita di Villavallelonga, Centro del Parco Nazionale d’Abruzzo e Rocca medioevale dei Marsi. 
 
La ricerca ha posto problemi di non facile soluzione e si e presentata laboriosa per l’estrema scarsezza di notizie edite, ma la consapevolezza che ogni fenomeno storico non nasce dal nulla e nel nulla ha accresciuto l’interesse ed ha consentito la scoperta di testimonianze originali, che hanno permesso – e non e poco – di ristabilire sul punto di indagine il significato e l’importanza di alcune fonti della storia meridionale. La presentazione delle pagine si avvale di un criterio cronologico, nell’intento di ricostruire la realtà viva e vitale che si e svolta nel tempo. E poiché lo storico, a differenza del magistrato, non ha un limite temporale nella ricerca della verità, il presente lavoro non ha la pretesa di sistemare i fatti in modo definitivo e nemmeno la presunzione di voler essere esaustivo o completo, ma costituisce il primo tentativo di sistemazione e di concatenazione logica dei documenti, al fine di cogliere il significato di fatti ed avvenimenti che hanno inciso sulle genti del luogo, legate alle sorti più generali dell’Abruzzo e del Regno di Napoli. 
 
Il loro destino e stato principalmente deciso dalla condizione feudale e, come diceva Silone, dalle montagne che ne hanno costituito il particolare ambiente di vita, con ciò ponendo l’uomo a interprete degli eventi e a fattore di evoluzione civile e sociale. La pubblicazione sulla Storia di Villaoallelonga trae origine dal saggio Le Rocche della Marsica e la contesa origine di Villaoallelonga, posto a concorso nel premio nazionale « Marsia » del 1980 e risultato vincitore per la sezione letteraria « Saggistica inedita ». Ovviamente il saggio si limitava a presentare il caso di omonimia fatto registrare dalle due Rocche di Cerro della Marsica medioevale, cioè tanto la Rocca di Cerro nucleo originario di Villavallelonga, quanto la Rocca di Cerro esistente nei pressi di Tagliacozzo. L’attuale sistemazione della ricerca si e invece arricchita di nuovi argomenti che coprono lo svolgimento plurimillenario delle vicende storiche di Villavallelonga e del suo territorio, anche se la descrizione avviene per linee essenziali e con riferimento alle epoche della storia generale. Un posto centrale occupano le variazioni dei nomi il cui originale cambiamento sembra legato ai rivolgimenti politici e alle sorti del Regno. 
 
Il passaggio dalla Rocca di Cerro medioevale all’Università di Villa Collelongo coincide con il passaggio dalla dominazione angioina a quella aragonese (1442), mentre la successiva fondazione di Villa Vallelonga coincide con il passaggio dal viceregno spagnolo alla dinastia borbonica (i734). Il primo capitolo sulle origini antiche e medioevali si avvia con la presentazione della posizione geografica, nel cui ambito vengono riguardate le caratteristiche geologiche e le particolarità etimologiche del territorio. Sulla base di queste conoscenze si rileva il popolamento della Vallelonga nell’Età romana, con particolare attenzione ai reperti archeologici che sono stati ritrovati. Poi si traccia il profilo civile e religioso della Rocca di Cerro medioevale (dal XII al XV sec.), che ha costituito il nucleo originario di Villavallelonga. La maggiore preoccupazionc è quella di pervenire alla sua precisa identificazione storica, nell’intento di risolvere il pregiudizievole caso di omonimia che l’ha destinata a confondersi con l’altra Rocca di Cerro, frazione di Tagliacozzo. 
 
Il secondo capitolo, relativo al periodo feudale moderno, prende le mosse dalla denominazione intermedia di Villa Collelongo (dal XV al XVIII sec.), che segue la Rocca di Cerro e precede la fondazione di Villavallelonga. Il passaggio dalla Rocca medioevale alla Villa Collelongo permette di seguire il possesso feudale di quest’ultima e di considerare la sua esistenza storica sotto i profili religioso e civile, intessuti di testimonianze della vita locale. Il terzo capitolo si avvia dal XVIII secolo con la fondazione dell’Università (Comune) di Villa Vallelonga e descrive il crollo del sistema feudale nel periodo di transizione al moderno Comune di Villaoallelonga. Gli avvenimenti successivi vengono esaminati come eredita del passato feudale con la connotazione di un profilo economico e due profili strettamente storici. La parte economica concerne la distribuzione delle terre ai coloni e la scoperta delle miniere. La parte storica affronta la partecipazione al Risorgimento, il fenomeno del brigantaggio ed il periodo che va dal terremoto marsicano del 1915 alla seconda guerra mondiale. 
 
Il quarto capitolo isola alcuni esiti contemporanei più significativi e li fa oggetto di una indagine, che abbraccia gli sviluppi degli ultimi secoli. Gli argomenti sono relativi alle caratteristiche dell’abitato e allo stato dei fuochi e della popolazione, la cui dinamica viene registrata per l’intera Vallelonga, comprendendo, cioè, anche Collelongo e Trasacco. Inoltre si conduce l’esame del culto millenario per il Patrono S. Leucio, del passaggio dalla Riserva Reale di Caccia al Parco Nazionale di Abruzzo e di uno spaccato culturale per le usanze popolari e per i costumi tradizionali. Nel quinto capitolo trovano collocazione alcune significative figure del luogo che, per opere o azioni, entrano con pieno titolo nella storia recente di Villavallelonga. Pur presentandosi ’’ la possibilità di molteplici citazioni, si e volutamente ristretta la trattazione al botanico Loreto Grande e al Servo di io Don Gaetano Tantalo, i quali fanno da contrappunto ai e grandi valori del luogo: la natura e la religione. 
 
Da ultimo, un’appendice di tabelle e documenti con alcune note e indici rendono più agevole e documentata la lettura, sicché, per il futuro, possono costituire una pista bibliografica, cartografica e archivistica per nuovi contributi e studi specifici che qui vogliamo auspicare. L’iniziativa di questa ricerca mira a soddisfare l’esigenza dei conterranei di scoprire le radici e riconoscere in esse la sorgente più viva della propria personalità. Se poi i giovani, che si sentono la forza di sollevare il mondo, vogliono e sanno trovare nelle esperienze degli antenati un trampolino di lancio per affrontare la quotidiana realtà, allora la cultura più viva e le tradizioni più care del luogo natale non sono informazioni e conoscenze del passato, ma patrimonio del presente e ali per il futuro. 
 
Un popolo senza storia manca di una propria identità culturale e, di conseguenza, le sue genti agiscono in modo incontrollato e senza freno, mentre un popolo che si riconosce nelle origini e nello sviluppo delle sue radici e sempre alla ricerca di nuovi equilibri che sono il segno distintivo del progresso e della civiltà. Se questa pubblicazione potrà essere uno strumento funzionale al conseguimento di tale obiettivo, non solo la nostra fatica non sarà stata inutile, ma avrà conseguito un riconoscimento superiore ad ogni aspettativa. 
 
 

SINTESI DI ALCUNE RECENSIONI

 

 
“DEL FARE STORIA IN PROVINCIA”

di Alfonso M. Di Nola 
in “Rivista Abruzzese” n. 4/1982 pp. 177-180
 
Un lavoro di Leucio Palozzi (Storia di Villavallelonga, Roma, Edizioni dell’Urbe, 1982, pp. 319) sembra improvvisamente interrompere il desolato orizzonte della ricerca storiografica in Marsica … Palozzi supera lo squallore della cronaca di provincia e dimostra, in queste pagine densissime, una sicura maestrìa nell’arte di fare storia secondo una programmazione del descrivere i fatti e gli eventi che egli stesso si è metodologicamente prescelta quando, nelle note introduttive, ha dichiarato la sua intenzione di tracciare una storia “cronologica”, ossia degli eventi. Lo ha fatto con molta dignità e non ha rifiutato qui e lì di sollevare la mutezza dei documenti raccolti a traccia di una descrivibilità che supera consapevolmente l’evenemenziale e che accede, attraverso la historia rerum, alla ricostruzione di un mondo contadino e pastorale, quello del suo paese, in uno spessore di indagine antropologica e non-evenemenziale… 
Mi piace, come esempio, ricordare che il testo di Palozzi dà una tragica e vivida notizia circa i tempi delle pesti seicentesche, ed è tale che, se il Manzoni l’avesse conosciuta, se ne sarebbe certamente avvalso...
Va rapidamente registrato che il libro tocca la storia di un comune dell’estremo lembo della Marsica sud-orientale, che prende, nel Medioevo, i nomi di Rocca di Cerro e di Villa Collelongo, successivamente di Villavallelonga, nella provincia dell’Aquila, in una splendida situazione montana. 
La sapiente utilizzazione dei testi ha consentito a Palozzi di scoprire e documentare in modo definitivo che la Rocca di Cerro, ben diversa dall’omonima località di Tagliacozzo, è il primo nucleo medioevale del suo paese e che intorno ad esso si sviluppa, nei secoli successivi, la cittadina con la sua universitas che lotterà, nei principi dell’800, contro il tardo potere feudale per l’abolizione dei privilegi. 
Violenze di signorie e passaggio del feudo disponibile dall’una all’altra mano e invasioni di epidemie e di morti e lavoro di dissodazione e di coltivazione della terra e cura delle greggi lungo i tratturi ripetono a Villavallelonga la storia di cento altri paesi abruzzesi, ma tutto si ricostituisce in un significato diverso per il modo secondo il quale l’autore ha rielaborato i dati e li ha collocati nella loro sequenza.. 
Le antiche vicende divengono realtà presenti per il vigore della costruzione storiografica …
L’opera si conclude con due attente biografie di personaggi locali, il botanico Loreto Grande e il servo di Dio don Gaetano Tantalo.
E’ integrata da una dignitosa e accurata bibliografia.
Se c’è parte forse carente è quella relativa alle tradizioni popolari, che il Palozzi, nella mia impressione, ha sviscerato solo parzialmente … Ed è questa una notazione petulante e soltanto marginale da addetto ai lavori, che nulla toglie al grande valore dell’opera, né si poteva pretendere, oltre i limiti del possibile, un’indagine antropologica da uno studioso che già ha dovuto affrontare la vasta mole di sparsi frammenti e unirli in leggibilità storica.
E infine nella scrittura è presente, costante, un ethos della narrazione, che mai cede, nella serenità con la quale i fatti vengono considerati, ai compiacimenti retorici, o al richiamo della passione locale.
Una sola volta, questo intelligente Palozzi, sembra essere attraversato da brividi di emozione, ed è quando è chiamato a tracciare la narrazione di eventi recenti, quelli che coinvolsero anche Villavallelonga nella violenza tedesca, e lo fa come persona che ha nel petto un cuore democratico che gli fa onore.           
                                      ALFONSO M. DI NOLA
 
  
 

 
LEUCIO PALOZZI: STORIA DI VILLAVALLELONGA

di Vittoriano Esposito 
da “Note di Letteratura Abruzzese” p. 568
 
Accuratissima questa Storia di Villavallelonga, di Leucio Palozzi, un nome nuovo nella storiografia regionale, insignito meritatamente del Premio Marsica 1980 per la saggistica inedita con un saggio appunto su Villavallelonga, in cui la giuria aveva ravvisato non comuni pregi “per la fondatezza e il rigore dell’impianto scientifico e per la ricerca della documentazione”…
Ci auguriamo vivamente che Leucio Palozzi continui le sue ricerche sulle “rocche” e sui “castelli” della Marsica: egli ha non solo le doti del ricercatore meticoloso, ma anche quelle di uno scrittore dallo stile sorvegliato e piacevole.
                                Vittoriano Esposito 
   

UNA PREZIOSA STORIA LOCALE

di Angelo Melchiorre
in “Il Tempo d’Abruzzo” - 1.09.1982
 
Scrivere un libro di storia non è facile; scriverne uno di storia locale è difficilissimo, sia perché la ricerca delle fonti e dei documenti comporta uno sforzo immane, sia soprattutto perché si può correre il rischio di fare una storia più a carattere agiografico e “panegiristico” che un lavoro serio e scientificamente valido. 
E’ occorsa, quindi, tutta la buona volontà (e la passione) di Leucio Palozzi per superare questi due scogli e dare alle stampe (con l’egregio ausilio del marsicano Patrizio Graziani, editore di Roma, e del prof. Aroldo Buccilli, autore della presentazione) un volume di oltre trecento pagine, intitolato Storia di Villavallelonga, Centro del Parco Nazionale d’Abruzzo e Rocca medioevale dei Marsi.
Un libro eccellente sotto ogni punto di vista…
I pregi del libro, pertanto, sono molteplici: 1) questa capacità di sintesi tra il “locale” e il “generale”, tra la storia “minor” e la storia di tutti; 2) la scrittura facile e scorrevole, pur nel preciso rigore filologico e documentario; 3) la varietà dei temi e delle “immagini”, per cui dal discorso puramente tecnico e statistico si passa, quasi naturalmente, agli aspetti umani e alla vita quotidiana (di ieri, ma anche di oggi), con l’intento di fornire non “semplici informazioni e conoscenze del passato”, ma soprattutto “patrimonio del presente e ali per il futuro”; 4) infine, la precisa e abbondante documentazione, ben sistemata, in coda al volume, in una organica e utilissima “Nota cartografica e bibliografica”… 
Certo se Leucio Palozzi (il quale ha pur girato, infaticabilmente, per biblioteche ed archivi) avesse potuto disporre di materiale più abbondante ed organicamente sistemato, le poche lacune sarebbero state sicuramente eliminate. Ciò nonostante, il libro è una delle migliori storie locali della nostra regione… 
                                    ANGELO MELCHIORRE
 
 


LA NOSTRA BIBLIOTECA
: L. Palozzi, Storia di Villavallelonga
di Angelomichele De Spirito
in Rivista “Studium” n. 2/1986 – p. 292
 
Se, nel proliferare di storie e storielle locali, più o meno commemorative, elogiative, o scientifiche, che da diversi anni a questa parte vanno scrivendo storici di professione o dilettanti di storia, segnaliamo al lettore questa di un paesino d’Abruzzo, è perché essa ci è parsa un buon modo di fare storia locale.
Basti accennare soltanto ad alcune delle fonti indagate con perspicace attenzione da Leucio Palozzi… 
 
                                       ANGELOMICHELE DE SPIRITO

 
Sei in: - RIFERIMENTI - STORIA DI VILLAVALLELONGA ( Edizioni dell'Urbe )

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright